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lunedì 21 febbraio 2022

IL NOSTRO CIRCOLO DI LETTURA 2021-2022

Premettiamo due note citazioni dedicate alla libertà della lettura:
Nove modi per insegnare ai ragazzi a odiare la lettura, di Gianni Rodari (Giornale dei genitori, 1964)
Diritti imprescrittibili del lettore, di Daniel Pennac (da Come un romanzo, 1a ed. originale 1992).


E' una nostra passione organizzare Circoli di lettura. Troviamo che sia un modo bello, coinvolgente e socializzante di appassionarsi alla lettura.

Circolo 2021 - 2022

Circolo di lettura 'Letture libere'
Il Circolo di lettura di quest'anno ha deciso di non avere un tema. Parleremo e leggeremo i libri che troveremo più interessanti. Quindi... pront* a suggerirli!!
Nel primo incontro, che si è tenuto a settembre 2021, abbiamo parlato delle letture proposte per l'estate: Ho ucciso Enrico Mattei di Federico Mosso e Il cappello del prete di Emilio De Marchi.


I libri di quest'anno:
Per primo incontro ad ottobre i libri erano: L'architettrice di Melania Mazzucco, La vasca del Führer di Serena Dandini e La biblioteca di Parigi di Janet Skeslien Charles.


Secondo incontro: Dopo il verdetto di Robert Smythe Hichens. Per leggere questo testo abbastanza irreperibile ci siamo avvals* anche della versione digitale presente in Liber Liber https://www.liberliber.it/online/


Per l'incontro di gennaio 2022 sono in lettura di nuovo due (o tre) libri: Quella sera dorata di Peter Cameron, Di chi è la colpa di Alessandro Piperno e, se qualcun* volesse approfondire la conoscenza con Hichens, Il garofano verde

 
Ci siamo incontratə lo scorso sabato di febbraio 2022. Abbiamo affrontato un testo letto spesso dalle alunne e dagli alunni delle scuole superiori ma che moltə di noi, più grandinə, non avevano letto. Eravamo molto curiosə de Il Signore delle mosche, di William Golding.


 

mercoledì 3 ottobre 2018

C'E' VITA NELLA LIBERA BIBLIOTECA PG TERZI ED ANCHE IN BIBLIOFEB

Ricominciano, sono ricominciate veramente, alla grande le attività della nostra amata Libera Biblioteca PG Terzi, per grandi e piccini.

Come sanno i nostri soci, sempre più importanti perché quest'anno dovremmo sostenere un bel po' di spese per la BiblioFeb (RIASSOCIATEVI RIASSOCIATEVI RIASSOCIATEVI e magari si aggiunga qualche socio nuovo - per info scrivete a liberabibliotecpgt@gmail.com), è iniziato il nostro Circolo di lettura. Il fil rouge di questo anno è 'La Storia, le storie' cioè storie di persone, di vite, di famiglie: come la Storia, con i suoi eventi epocali (guerre, rivoluzioni, ...), ha inciso nella vita di ogni giorno o come l'individuo ha resistito, ha trovato una sua strada per andare avanti; come la grande Storia si ripercuota nelle storie di ognuno di noi. E' esempio assai calzante il libro Patria, di Aramburu, che abbiamo letto a conclusione del Circolo di lettura dello scorso anno.

E poi, in BiblioFeB, la nostra amata biblioteca scolastica dell'IC Falcone e Borsellino (Via Reggio Calabria 34 - zona Piazza Bologna) che, cooomee sapete, abbiamo riaperto e ora gestiamo il pomeriggio insieme con l'Associazione dei genitori:


Ricordatevi sempre di consultare la nostra pagina sulle Attività per bimbe e bimbi sui libri e la lettura a Roma, sempre aggiornatissima e che si è ampliata con la segnalazione di eventi dedicati anche ai genitori di futuri lettori!!!!
Chi vuole segnalare eventi scriva al nostro indirizzo: LiberaBibliotecaPGT@gmail.com L'inserzione è del tutto gratuita!

E molto altro ... prossimamente

domenica 11 marzo 2018

CIRCOLO DI LETTURA - QUALCHE CONSIDERAZIONE

Ante Scriptum - Ricordatevi sempre di consultare la nostra pagina sulle Attività per bimbe e bimbi sui libri e la lettura a Roma, sempre aggiornatissima!!!! Chi vuole segnalare eventi scriva al nostro indirizzo: LiberaBibliotecaPGT@gmail.com L'inserzione è del tutto gratuita!

*
A settembre dello scorso anno è ripresa l'attività del Circolo di lettura della Libera Biblioteca PG Terzi. Dunque siamo arrivati al quarto anno 'accademico'.
Negli anni scorsi ci eravamo concentrati su temi particolari, declinati sempre però, come anche quest'anno, su libri di narrativa, non saggi, che illustrassero però in maniera corretta ambienti e argomenti scelti a monte.






Così il primo anno, con un omaggio allo Studio Arti Floreali che ci ospitava, abbiamo letto di libri ambientati il parchi e ville storiche. E' stata un'esperienza molto interessante.


Nel secondo e terzo anno invece abbiamo letto libri, alcuni veramente bellissimi, ambientati a Roma. E queste letture sono state l'occasione di interessanti visite guidate letterarie, in collaborazione con l'associazione 'Spazio Arte Roma'.
In qualche modo siamo state/i tutte/i noi a dettare un tema. Prima i giardini, poi Roma.
Quest'anno abbiamo stabilito di non darci un tema. Tanto che abbiamo dato al Circolo il nome di "Letture strada facendo"

Ebbene a me sembra sia successa una cosa molto singolare. Se esaminate quasi tutti i libri letti, cioè i libri che tutti insieme, senza avere un filo conduttore che li unisse, abbiamo scelto:
Per infiniti giorni di Francesca Romana de' Angelis
Madame Bovary di Gustave Flaubert
Anna Karenina di Lev Tolstoj
A un cerbiatto somiglia il mio amore di David Grossman
e adesso Patria di Fernando Aramburu

trovo che un filo rosso che li unisce ci sia: la curiosità per storie che si fondono nella Storia, per periodi della storia di un passato più o meno recente o addirittura contemporaneo ma declinati nella quotidianità, raccontati da coloro che li stavano e li stanno vivendo. Penso alle pagine di Anna Karenina in cui si racconta la vita dei contadini o a Per infiniti giorni dove si rivive l'angoscia di un passato non troppo lontano o ad A un cerbiatto somiglia il mio amore che descrive una vita quotidiana tesa all'estremo limite della sopportazione. Ed ora Patria. Una conferma di questo fil rouge?
Si può dedurre che, se e quando non siamo noi a scegliere i libri che leggiamo, siano loro a scegliere noi?


* Scusate, metto sempre questa foto di un nostro gruppo di lettori, perché la trovo fantastica

venerdì 15 settembre 2017

COMINCIA IL NUOVO ANNO!!!


Ed ecco che si ricomincia.
La Libera Biblioteca PG Terzi riprende le sue attività che ormai, abbiamo capito, non iniziano il primo di gennaio ma, seguendo i calendari scolastici, il volgere delle stagioni, le temperature che vanno scemando, il primo di settembre.
D'altra parte la nostra/vostra LBPGTerzi è nata d'estate e quindi a settembre è pronta per ripartire. Inizia il quarto anno.

Come vedete dalla foto qui sopra, abbiamo sistemato una bella cassetta e dotazione di libri per il bookcrossing. Si trova presso l'aula dedicata al Comitato dei Genitori, dove anche quest'anno si svolgeranno una marea di attività rivolte ai bambini, nell'IC Fratelli Bandiera a Piazza Ruggero di Sicilia (Roma).



Riprendono gli incontri del Circolo di lettura. Anche quest'anno leggeremo libri bellissimi, incontreremo autrici ed autori, faremo passeggiate letterarie, discuteremo discuteremo discuteremo. Il libro di cui parleremo nel primo incontro è Roma di Zola. E' stato peraltro molto utile per un'altro progetto che ci riguarda, ma questa è un'altra storia...



E poi ... non certo per ultimo ... sta ri - iniziando il nostro viaggio nella BiblioFeb presso l'IC Falcone e Borsellino (Roma). Oggi riunione operativa per decidere la riapertura al più presto, le attività da programmare, presenze, catalogazione, raccolta fondi, ecc. ecc. ecc.

lunedì 5 giugno 2017

Circolo di lettura "A spasso per Roma" - Fine anno accademico :o)


Dunque, anche quest'anno è giunto alla conclusione l'Anno accademico del Circolo di lettura dell'Alma mater Libera Biblioteca PG Terzi. Partecipanti appena un po' più grandi di quelli della foto :o)
Era il terzo anno. Nel primo si è parlato di giardini, nel secondo e nel terzo si è parlato di Roma. Una città che fornisce sempre spunti di lettura i più vari, belli, interessanti, piacevoli, ricchi di temi per discussioni sempre accanite.
Abbiamo chiuso in bellezza. Gli ultimi incontri sono stati a Monterotondo, in trasferta, per incontrare Claudio Delicato e parlare dei dissensi letterari e da blogger tra Roma Nord e Roma Sud; e a Mostacciano (sempre Roma, eh!) per incontrare, letterariamente parlando, la straordinaria Edith Wharton e la sua Febbre Romana. Naturalmente tutto condito da ottimi pranzi, eccezionali padrone di casa, livello di discussione, credete!!!, altissimo.
Ora la pausa estiva servirà a mettere a punto, tutti insieme, il prossimo anno accademico. Pausa estiva per la quale è stato assegnato un compito, una lettura notevole: Roma, di Emile Zola. E poi c'è qualcuno che sostiene che i Circoli di lettura servono a pettinare le bambole, lavorare a maglia, lisciare le copertine dei libri. Noooo!!!
Per il prossimo anno abbiamo pensato ad un nuovo nome per nuovi contenuti: "Circolo di lettura Strada Facendo", forse nuovi giorni (faremo un sondaggio), un calendario annuale già predisposto, partecipanti che si aggiungano (dipende da tutti voi), viaggi, gite ...
Che dite? Mi sa che leggere conviene proprio!!! E poi ... si diventa più belli e forse si ringiovanisce!!!



sabato 29 aprile 2017

Roma e dintorni, ma di fatto solo Roma e ... Monterotondo

Arriva quasi a conclusione il terzo anno del/dei Circolo di lettura della Libera Biblioteca PG Terzi.

Nel primo anno 2014-2015 si era letto e parlato di libri e giardini (Elizabeth von Arnim, Masolino d'Amico, Molnár, Piazzese, Richaud e De Roberto) e, in un liceo con ragazze e ragazzi, in collaborazione con Libera, si era parlato di libri e legalità (Sciascia, Riccardi e Bartolomei).


Nel 2015-2016 il Circolo si è spostato dai giardini alla città. Abbiamo letto e discusso di libri di Henry James, D'Annunzio, Pasolini, Gadda, Albinati, Chiara Ingrao, tutti ambientati a Roma e abbiamo visitato i luoghi narrati.


Quest'anno 2016-2017 siamo riuscite ad attivare due Circoli di lettura. Uno, vagante, dedicato alle donne, alla loro tenacia e sensibilità ed abbiamo letto e confrontate su straordinari testi di donne straordinarie: Elizabeth von Arnim, Alexandra David Néel, Joanna Harris, Natalia Ginzburg. E poi il Circolo di lettura su Roma: Gide, Morselli, Dan Brown, Morante, Ammaniti, Roberto Mazzucco, Delicato... Il prossimo incontro a Monterotondo proprio per incontrare Claudio Delicato e discutere della sua Guerra d'indipendenza di Roma Nord.




Nel prossimo anno vogliamo cambiare il soggetto dei testi, magari il giorno degli incontri, trovare luoghi nuovi ed interessanti dove trovarci... work in progress.
Salvo la formula del Circolo di lettura. Ormai anche i saggi sulla lettura sostengono - e a diritto e ragione - che la lettura nel Circolo è una lettura arricchita perchè si fa esperienza delle diverse chiavi di lettura, perchè si crea intorno alla lettura un ambito relazionale, perchè ogni membro del circolo aggiunge la sua esperienza, la sua voglia di approfondire, le sue paure e i suoi slanci. E' sempre una palestra di vita.

venerdì 10 marzo 2017

Circolo di lettura Diffuso "Donne e...": Le piccole virtù

Carissime lettrici e carissimi lettori,dopo i primi tre appuntamenti del Circolo di lettura Diffuso "Donne e...", dedicato alle donne, alla loro realtà, alle loro professioni, alla loro tenacia, ai loro sogni ... ( Negozio di tè e tisane NamasTèy - Donne e amicizia / Bar Lante - Donne e compagni di viaggio / Confetteria Moriondo & Gariglio - Donne e cioccolata), siamo giunte al quarto incontro.
Organizzato dalla Libera Biblioteca PG Terzi in collaborazione con  la Libera Bibliotecaria e amica Silvia - veramente un'antesignana della LBPGTerzi Diffusa - l'incontro si tiene presso la sua bella ed accogliente Libreria L'Altracittà, Via Pavia 106 (Municipio Roma II) il giorno sabato 11 marzo alle ore 18.
Parleremo di 'Donne e ... Memoria' e del coinvolgente e straordinario libro di Natalia Ginzburg  Le piccole virtù
(ed. originale 1962). Come scrive Calvino:
«In ogni pagina di questo libro c'è il modo di essere donna [di Natalia Ginzburg]: un modo spesso dolente ma sempre pratico e quasi brusco, in mezzo ai dolori e alle gioie della vita... E le pagine scritte subito dopo la guerra, che riportano con una forza piú che mai struggente il senso dell'esperienza d'anni terribili (e sanno pur farlo, serbando, come 'Le scarpe rotte', un quasi miracoloso senso del comico). Poi, le prove ... d'una Natalia Ginzburg moralista, dove una partecipazione acuta ai mali del secolo sembra nascere dalla matrice d'un calore familiare. E soprattutto, perfetto capitolo d'una autobiografia in chiave obiettiva e ironica, 'Lui e io', in cui la contrapposizione dei caratteri si trasforma, da spunto di commedia, nel piú affettuoso poema della vita coniugale».
Abbiamo scelto la Ginzburg, abbiamo scelto questo libro, per ribadire il senso alto e civile della Memoria, che la scrittrice ha inteso trasmettere in tutti i suoi libri. Ed anche per il grande desiderio di rendere un personale doveroso ed affettuoso omaggio ad una scrittrice che ci ha aiutato a capire e a riconoscere quale sia il tempo migliore della nostra vita. E dunque se l'immagine del libro è forse un po' ingiallita non lo sono certo le sue parole.
Ricordiamo che leggere il libro può rendere l'incontro più piacevole ed interessante, ma non è obbligatorio.Se volete partecipare, vi prego di comunicarlo rispondendo a questa mail o dando la vostra adesione presso la Libreria L'Altracittà (tel. 06 6446 5725). E' richiesto il contributo di € 5 (per coprire le spese, anche di un piccolo aperitivo).
Nella speranza di farvi trascorrere un altro pomeriggio piacevole, cogliamo l'occasione per inviarvi tutti i nostri più caldi e sinceri saluti
CPT e AC

mercoledì 8 febbraio 2017

La LIBERA BIBLIOTECA PG TERZI va fuori Regione!!!

Ebbene si, carissime lettrici e carissimi affezionati lettori.
Grazie alla diffusione e alla visibilità e alla cura dedicata alle cassette di libri per bookcrossing della Libera Biblioteca PG Terzi sistemati nell'VIII Municipio, siamo state contattate dalla presidente della Biblioteca delle Donne di Soverato in Calabria.




Abbiamo avuto modo di conoscere una persona attivissima e motivatissima. Abbiamo conosciuto una realtà di cultura che si potrebbe definire, per via geografica, locale. Ma così non è. Perché questa Biblioteca, attiva da oltre 20 anni ed ospitata nel Palazzo di Città di Soverato - onore al merito dell'Amministrazione comunale -, è pubblica, aperta alla cittadinanza grazie alla costanza e generosi di colte volontarie, che fanno anche assistenza bibliografica; ha un ricco patrimonio di libri e non solo di letteratura e poesia, narrativa, religione, antropologia, arte ... con un catalogo consultabile on line; organizza ogni anno eventi, proiezioni, presentazioni di libri - quelli che vedete qui a fianco sono alcuni dei titoli presentati l'anno scorso -, dibattiti sui temi scottanti della contemporaneità. Temi che spesso, purtroppo, vedono le donne come protagoniste / vittime.


Dal loro sito: "Ha come principali finalità:
La diffusione dei saperi e della cultura delle donne quale espressione di una visione del mondo alla luce della differenza sessuale;
La creazione di una rete di relazioni politiche tra donne tese ad affermare libertà e autorità femminile e una rete di rapporti tra donne e uomini al fine di trasformare la cultura esistente."


  
E' così è successo che Fulvia Geracioti, la presidente della Biblioteca delle Donne di cui sopra, ci ha incontrate a Roma, ha partecipato ad uno degli incontri del Circolo di lettura "Donne e..." ed insieme abbiamo concordato, se naturalmente la Biblioteca delle Donne ratifica, di allestire un certo numero di cassette della Libera Biblioteca PG Terzi, piene di libri donati dai lettori, a Soverato e paesi limitrofi.

Siamo molto contente di questa bella collaborazione, che oltretutto fa travalicare alla Libera Biblioteca PG Terzi i confini del Lazio.
Infinite GRAZIE a Fulvia e alle amiche della Biblioteca delle Donne di Soverato!

giovedì 2 febbraio 2017

Donne e cioccolato

Da non perdere:
    quando: domenica prossima 5 febbraio h.18-20
    cosa: terzo incontro del Circolo di lettura "Donne e... "
    tema: Donne e cioccolato
    dove: Cioccolateria Moriondo & Gariglio - Via Piè di Marmo 21-22
    libro: Chocolat, di Joanne Harris 
    assaggi: sì 
    costo (a coprire le spese): 5 €
     

giovedì 21 luglio 2016

Circoli di lettura. Che passione!

Non possiamo dire di avere una grandissima esperienza. La nostra Associazione di promozione del piacere della lettura, la Libera Biblioteca PG Terzi, ha al suo attivo solo tre Circoli, realizzati in questi due anni di vita. Il numero dei partecipanti è andato aumentando e insieme anche il coinvolgimento e l'interesse. Ed anche la nostra soddisfazione.
E' già un Circolo, per noi, quando leggi al fratellino piccolo, o all'amica, come ci racconta in questo magnifico quadro Henri Fantin-Latour (1836-1904). E' un circolo perchè si socializza la lettura. E questo è uno degli aspetti più affascinanti dei Circoli di lettura.

Leggetevi le divertenti pagine di Elizabeth von Arnim, in Uno chalet tutto per me, in cui la colta ed ironica scrittrice svela come conoscere una persona attraverso le sue letture o conoscendo una persona immaginare quali letture siano le sue più amate. La lettura come un modo per conoscersi. La lettura come argomento di conversazione. In assoluto uno dei meno banali. Vuoi mettere rispetto a parlare del tempo!  

E sempre la lettura aiuta, affascina, coglie di sorpresa, distoglie (questa foto è stata scattata in Irpinia nel 1980, pochi giorni dopo il terremoto!) e, se lo si fa insieme, ogni virtù ne è moltiplicata. Anche questo, nelle più disastrate condizioni, è un Circolo di lettura. Vi immaginavate solo un gruppo di anziane signore che, tra un punto coi ferri e un sorso di tè, parlassero amabilmente dei loro autori prediletti?  Non ho nulla contro le anziane signore (anzi, direi che potrei essere a buon diritto definita tale), né contro il lavoro a maglia (l'ho praticato anche io e con soddisfazione e a volte divertimento), né contro il tè (sebbene io me lo vieti assolutamente. Una tazza di tè può tenermi sveglia per giorni - come peraltro la camomilla :o) -, mentre per altri, oltre che essere un piacere, magari è un aiuto al sonno!) Ma, a commento di quante forme possa assumere un Circolo di lettura, le immagini.

E se lo si fa a scuola? Con i propri compagni? Questa foto è stata scattata presso il Liceo Machiavelli di Roma durante un incontro del nostro Circolo di lettura su legalità e letteratura, organizzato insieme con l'Associazione Libera. Associazioni, nomi e numeri contro le mafie. E' veramente un'esperienza da non perdere.

Ora, in questa caldissima estate, siamo al lavoro per i Circoli di lettura del prossimo anno. Due.
Uno proseguirà il tema dell'anno scorso, Roma, accompagnato da visite guidate. Ma forse estenderemo il tema a Roma e dintorni. Il secondo Circolo, ancora in bozza, parte dalla riflessione sul fatto che la nostra Associazione non ha una sede/biblioteca stabile. Ha una biblioteca diffusa di circa 60 cassette piene di libri pronti per il bookcrossing, ospitate nei posti più vari: studi medici, negozi, parrucchieri, bar ... Allora ci siamo dette: Perché non inventarci a questo punto un Circolo di lettura Diffuso? Per il quale gli incontri si tengano in quei negozi, in quei bar, presso quei parrucchieri? Il tema? Donne e ...
E così passiamo l'estate a leggere - che meraviglia! - leggere leggere per proporre i libri più belli, più interessanti, più da non perdere.Per incontrare gli autori. Per organizzare visite interessanti. Per infettare del piacere della lettura...

giovedì 3 dicembre 2015

Visita a Casal Bertone

E così nella mattinata dell'8 di marzo abbiamo fatto l'interessante visita guidata nella zona di Casal Bertone.
Questo dopo aver letto il bel libro di Chiara Ingrao Dita di dama. Infatti è qui che vivevano le due protagoniste, Maria e Francesca.
Non eravamo molti, soprattutto per via del tempo inclemente. Che invece con noi è stato clementissimo perché durante tutta la visita non è mai piovuto.
Il percorso:
Piazza Santa Maria Consolatrice e la Chiesa omonima
Piazza Enrico Cosenz (dove hanno girato I soliti ignoti)
Piazza Tommaso de Cristoforis e il Palazzo dei Ferrovieri (dei Cervi o dei Daini!)
Via Giuseppe Galliano (con la casa di Alberto Manzi)
Via degli Orti di Malabarba
Via Casalbertone (sul tracciato dell'antica via Collatina)
Ecco il resoconto fotografico:

Il Circolo davanti a S. Maria Consolatrice
S. Maria Consolatrice. Esterno

S. Maria Consolatrice. Interno
S. Maria Consolatrice. Esterno

La vista de I soliti ignoti
Corte interna

La casa dei cervi / daini. Ingresso principale
La casa dei cervi / daini. Ingresso

La casa dei cervi / daini. Corte interna
La casa dei cervi / daini. Esterno

La casa del Maestro Alberto Manzi











sabato 10 ottobre 2015

Circoli di lettura ... alias gruppi di lettura ... alias salotti letterari ... alias divertiamoci insieme leggendo

Abbiamo deciso di dedicare un post ai Circoli di lettura.
Come qualcuno di voi sa, siamo molto appassionati di questa forma di lettura collettiva.

Cosa sono, secondo noi e per esperienza provata, i circoli di lettura? Sono ... leggere insieme!

( da qui )
Non sono un labirinto, non sono un muro. E questo perché basta leggere e via via il muro si riduce. Togli dal mucchio un libro oggi un libro domani e ci si ritrova ad incontrare dall'altra parte un altro lettore appassionato come noi. E allora cosa di meglio che mettersi a parlare della propria passione, la lettura. E poi ...

( da qui )
Non sono un gorgo. Non sono solo libri. E' un modo molto bello di incontrarsi - una volta al mese, una volta alla settimana, quando ci pare - e usare la lettura come modo per condividere le nostre esperienze, per scoprire quanti sono i punti di vista diversi dai nostri sul mondo. E la cosa straordinaria è che, quando c'è un libro di mezzo, le diversità non provocano contrasti, mai. Piuttosto stimolano la curiosità.


( da qui )



In breve, un circolo di lettura è un buon circolo di lettura, secondo noi, quando si rivela a tutti per quello che è: un raffinatissimo esercizio di democrazia, nel quale tutte le scelte e tutte le opinioni concorrono a creare una situazione di grande benessere.




E poi si possono inventare infiniti Circoli di lettura, sull'arte, sulle scrittrici, su temi attuali, sulla legalità, sulla letteratura dell'Ottocento, sul cinema, sul cibo, su ... Fateci sapere cosa vi viene in mente. E come sempre BUONA LETTURA!!!!


sabato 1 agosto 2015

È sempre Roma ... D'Annunzio e Pasolini

Un puro divertissement.
Riportiamo qui pochi passi da Il Piacere di Gabriele D'Annunzio e da Ragazzi di vita di Pier Paolo Pasolini. Avete voglia di segnalarne altri?

Gli Incipit:

Il Piacere (ed. LiberLiber)
L'anno moriva, assai dolcemente. Il sole di San Silvestro spandeva non so che tepor velato, mollissimo, aureo, quasi primaverile, nel ciel di Roma. Tutte le vie erano popolose come nelle domeniche di Maggio. Su la piazza Barberini, su la piazza di Spagna una moltitudine di vetture passava in corsa traversando; e dalle due piazze il romorio confusoe continuo, salendo alla Trinità de' Monti, alla via Sistina, giungeva fin nelle stanze del palazzo Zuccari, attenuato.

Ragazzi di vita (ed. Einaudi, 1972)
Era una caldissima giornata di luglio. Il Riccetto che doveva farsi la prima comunione e la cresima, s’era aalzato già alle cinque; ma mentre scendeva giú per via Donna Olimpia coi calzoni lunghi grigi e la camicetta bianca, piuttosto che un comunicando o un soldato di Gesú pareva un pischello quando se ne va acchittato pei lungoteveri a rimorchiare. Con una compagnia di maschi uguali a lui, tutti vestiti di bianco, scese giú alla chiesa della Divina Provvidenza, dove alle nove Don Pizzuto gli fece la comunione e alle undici il Vescovo lo cresimò. Il Riccetto però aveva una gran prescia di tagliare: da Monteverde giú alla stazione di Trastevere non si sentiva che un solo continuo rumore di macchine. Si sentivano i clacson e i motori che sprangavano su per le salite e le curve, empiendo la periferia già bruciata dal sole della prima mattina con un rombo assordante.

L'Aniene:

Il Piacere
Il ponte era da presso, rossastro, nell'illuminazione del sole. Il fiume pareva immobile e metallico in tutta la lunghezza della sua sinuosità. I giunchi s'incurvavano su la riva, e le acque urtavano leggermente alcune pertiche infisse nella creta per reggere forse le lenze.

Ragazzi di vita
Gli altri attraversarono a grandi bracciate, incrociandosi con quelli che arrivavano con le canne, e giunsero sull’altra riva, che veniva giú diritta, lurida. Un rivoletto bianco come la calce la tagliava a metà, tra la fanga indurita e le vecchie fratte, sotto il muro della fabbrica della varecchina, coi suoi serbatoi verdi e i muretti color tabacco, senza finestre.

Il cielo di Roma: 

Il Piacere
L'aria diveniva rigida, come più s'appressava il tramonto. La città, in fondo, si tingeva d'oro, contro un cielo pallidissimo sul quale già i cipressi del Monte Mario si disegnavano neri.

Ragazzi di vita
Tutto il bel paesaggio che si poteva godere dall’autobus di San Basilio, nel lungo pezzo di strada senza fermate da Tiburtino a Ponte Mammolo, pareva fosse formato da tanti meravigliosi pezzi immersi nell’azzurro del cielo, da lí, sotto la scarpata, fino ai monti di Tivoli, che, svaniti contro un po’ di vapore, circondavano le campagne tutte punteggiate d’alberi, ponticelli, orti, fabbriche e case.

...

venerdì 31 luglio 2015

La passione antiquaria di Andrea Sperelli e Gabriele D'Annunzio

Il  conte Andrea Sperelli, giovane artista e raffinato esteta, nel “grigio diluvio democratico odierno” intende “fare la propria vita come si fa un’opera d’arte”.
Il gusto raffinato dello Sperelli è confermato dalle moltissime citazioni esplicite di beni, merci e oggetti d’arte che si susseguono nel Piacere.
Ecco allora le maioliche di Castel Durante, i magnifici piatti arabo-ispanici, l’elmo del Pallajolo, il vaso di cristallo di rocca appartenuto a Niccolò Niccoli, la coperta del corredo di Bianca Maria Sforza…..In altre parole la “domus aurea” ha bisogno di un’oggettistica di pregio perché la gran maniera di gentildonne e gentiluomini possa emergere incontrastata.
Andrea Sperelli, come D’Annunzio, è un amante degli oggetti preziosi, quasi tutti riferiti all’epoca rinascimentale, periodo storico prediletto dallo stesso D’Annunzio. La grande civiltà rinascimentale ha segnato un momento glorioso e superbo della storia umana e che deve essere di esempio per le nuove generazioni.
I tanti oggetti d’arte citati nel romanzo hanno, quindi, un alto valore simbolico, ed evocativo. Essi richiamano alla memoria accadimenti di un glorioso passato da custodire gelosamente per non alterare l’alto valore tramandato in un presente che rischia, con la sua mediocrità, di disprezzare i valori dell’arte.
I tanti “pezzi” d’antiquariato citati nel romanzo sono esistiti veramente oppure sono invenzione dell’autore?
A questa domanda cerco di dare una risposta che non intende avere nessuna pretesa di esaustività; gli oggetti presi in considerazione sono solo alcuni tra i numerosissimi; quando non ho trovato informazioni sicure accenno comunque la storia dei personaggi storici ad essi collegati, ad evidenziare, appunto, il potere fortemente evocativo degli oggetti.

Il vaso di cristallo di rocca appartenuto a Niccolò Niccoli (pag.60 ed. Oscar Mondadori) non posso affermare sia esistito veramente, ma è assai verosimile considerata la sua passione per oggetti d’arte.
Il Niccoli (1365 ca. 1437) è stato un letterato e umanista fiorentino. Esperto collezionista e bibliofilo protetto e sovvenzionato da Cosimo de Medici. Durante i suoi viaggi nell’Urbe iniziò a collezionare con passione oggetti d’arte (dipinti, marmi, vasi, bronzi, monete) che raccolse nella sua abitazione. Quando morì tutti i suoi manoscritti vennero consegnati, in seguito a disposizione testamentaria, a Cosimo de Medici, che li donò alla biblioteca presso l’allora convento domenicano di San Marco.
Proprio dal Niccoli Cosimo de Medici acquistò probabilmente quelle gemme che entrarono a far parte della Collezione  Medicea e che costituiscono una parte del tesoro dei Medici che venne incrementato dai figli di Cosimo e dal nipote Lorenzo, detto il Magnifico (www.palazzo-medici.it).
Della collezione di gemme di Lorenzo de Medici faceva parte il cammeo in agata sardonica raffigurante un centauro, che Elena Muti acquista durante l’asta che si svolge in via Sistina:
“[…] Un centauro intagliato in un sardonico, operai assai fina, forse proveniente dal disperso museo di Lorenzo il Magnifico, la tentò. […] Potrebbe essere il Centauro che Donatello copiò”. (pag.67 ed.Oscar Mondadori). Credo si possa individuare la preziosa gemma nel cammeo che attualmente , fa parte della  collezione Farnese, conservata  presso il Museo Archeologico di Napoli.


http://www.palazzo-medici.it/mediateca/it/thumb.php?file=../meme_maker/fototeca/HHR/04-322.jpg&sizex=150&sizey=150&mode_square=cut

Sul cammeo in agata sardonica, a fondo bianco-avorio e figura bruno-ambrata, è raffigurato un centauro incidente verso destra. La parte superiore, umana, mostra un uomo dal volto barbuto, con le orecchie caprine, coperto solo parzialmente da una pelle di leone, che svolazza all’indietro sullo sfondo. La mano sinistra tiene un tirso, poggiato sulla spalla; la destra è piegata in alto a tener stabile un grande cratere decorato con foglie e poggiato sulla spalla. Il cammeo faceva parte della collezione di Lorenzo de’ Medici, come ricorda l’iscrizione che egli fece apporre in esergo” . ( www. cir.campania.beniculturali.it).
Il centauro della gemma presenta notevoli somiglianze con quello raffigurato nel lato orientale del porticato di Palazzo Medici Riccardi a Firenze.

Il loggiato, che corre ampio lungo il perimetro del cortile, è delimitato su ogni lato da quattro colonne in pietra serena, sulle arcate, corre un fregio con festoni a graffito monocromo  e 12 medaglioni in pietra, realizzati da uno scultore vicino a Donatello (il Centauro che Donatello copiò).
Dentro i tondi si alternano stemmi medicei e rilievi di soggetto mitologico ispirati alla collezione di gemme antiche dei Medici. (www.palazzo-medici.it).

Durante “la vendita cardinalizia” che si svolge in via Sistina (pag.66 ed. Oscar Mondadori), è citato un elmo d’argento cesellato da Antonio Pallajulo che “ la Signoria di Firenze donò al conte d’Urbino nel 1472, in ricompensa de’ servigi da lui resi nel tempo della presa di Volterra”. Quest’elmo è esistito veramente, ma è andato perduto.  “Nel 1472 Antoni Benci, o del Pallaiolo,  è citato per la prima volta nel Libro dei debitori e creditori della Compagnia di S. Luca come "orafo e dipintore" (I. Del Badia, 1905). Nello stesso anno (24 luglio) lavora a un elmetto d'argento, perduto, che il 18 giugno (cfr. Milanesi, in Vasari, p. 298) la Signoria fiorentina aveva deliberato di donare al conte d'Urbino vincitore di Volterra (Gaye, pp. 570 s.)”. (www.treccani.it).

Tra le cose più preziose possedute da Andrea Sperelli era una coperta di seta fina, d’un colore azzurro disfatto […] essa proveniva dal corredo di Bianca Maria Sforza, nipote di Ludovico il Moro; la quale andò sposa all’imperatore Massimiliano.”
Bianca Maria Sforza, nipote del cinico e spregiudicato Ludovico Sforza, detto il Moro, fu la «merce di scambio» che il signore di Milano offrì a Massimiliano I d' Asburgo per ottenere la sospirata investitura imperiale e diventare così, finalmente, legittimo duca di Milano. Per invogliare l' imperatore, Ludovico fornì alla ragazza una dote principesca,
Di ritorno dalla visita al Castello di Milano, il 19 settembre 1492 gli ambasciatori veneziani Giorgio Contarini e Paolo Pisani riferirono all' imperatore Massimiliano I d' Asburgo di aver visto gioielli e oreficerie «le quali tutte non sono da comparar cum quelle del episcopo de Salzpurg, ne le altre, ma sono de molto major valuta». Rimasero insomma a bocca aperta. Proprio quello che voleva Ludovico il Moro, che aveva esposto tutte le oreficerie per far colpo sull' imperatore. La dote ammontava a 150 mila ducati, dei quali 100 mila in denaro, 40 mila in gioielli e 10 mila in vesti e ornamenti (cfr. Ceruti A. in “Arch. St. Lomb” vol.II 1875 pp.51-75) .
La futura  sposa aveva davvero portato lussuose coperte ricamate al suo imperiale consorte e a Milano, dove D’Annunzio pubblicò il suo romanzo, ciò era noto da tempo: oltre alla pubblicazione dell’inventario del corredo ad opera di Antonio Ceruti  sull’Archivio Storico Lombardo (1875), nel 1888 venne pubblicato il libro di Felice Calvi, Bianca Maria Sforza Visconti, regina dei Romani, imperatrice germanica”.  
L’inventario del corredo registrava molti tessuti ricamati, e specialmente tre addobbi da letto, con sontuose coperte ricamate a motivi di ghirlande o con la divisa della colombina. (M. Teresa Binaghi Olivari in   www.annatextiles.ch ).

Elena Muti avrebbe ereditato da sua zia Flaminia “un gran bacino d’argento che si chiamava la Tazza di Alessandro e doveva esser compreso fra le salmerie favolose che il Valentino portò seco nel suo ingresso a Chinon descritto dal signor di Brantome”.
Pierre de Bourdelle de BrantÔme (1540-1614) ha descritto nella sua opera “ Vies des hommes illustres et grands capitains “ l’ingresso, presentato come uno spettacoloso trionfo, di Cesare Borgia a Chinon nel dicembre 1498. (A margine ricordo che nel castello di Chinon, nel 1308 ,  venne imprigionato Jacques de Molay, l’ultimo Gran Maestro dell Ordine dei Templari, prima della sua esecuzione avvenuta poi a Parigi). Certamente tra i preziosi bagagli non c’era il citato bacino; tuttavia la precisazione storica trasmette una patina di veridicità a tutti i particolari descritti a conferma dell’assoluta incapacità dei personaggi di circondarsi di oggetti comuni. (Nota di G. Prandolini in “ Prose scelte” di D’Annunzio-ed. Giunti 1995).
Cosa era andato a fare il Valentino a Chinon? L’incontro tra il Borgia e il sovrano francese era l’atto finale di accordi avvenuti precedentemente.
Risultato di questi accordi fu un trattato segreto tra Alessandro VI e Luigi XII. In virtù di esso il papa si impegnava a dare al re la dispensa necessaria per il matrimonio, mentre il Borgia avrebbe ottenuto in Francia le contee di Valence e Diois e il castello di Issoudun quali feudi da parte del re; Valence sarebbe stata elevata a ducato così che il Borgia avrebbe assunto il titolo di duca del Valentinois. Al Borgia era poi garantita una rendita di 20.000 franchi in oro dai feudi francesi e un'entrata di altri 20.000 franchi in oro come sussidio della corona di Francia. Cento soldati pagati da Luigi XII sarebbero stati poi al suo comando. Inoltre il re si impegnava a sostenere la domanda di matrimonio del Borgia presso Carlotta, fermo restando, però, che Carlotta non doveva essere forzata. Infine la nuova posizione sociale del Borgia avrebbe trovato stabilità con la sua inclusione nel più alto ordine cavalleresco di Francia, quello di S. Michele (www.treccani.it).
Il Borgia fece la sua entrata a Chinon “con tanto facto e tanta pompa, che mai imperator non entrò in Roma si magnifico”. Aveva con sé più di 100 gentiluomini, altrettanti scudieri e staffieri, 50 muli con i forzieri, “[…] vi erano due tamburini, i trombettieri, 4 lacchè vestiti di velluto cremisi e seta gialla. Cesare vestiva un abito a due colori giallo e rosso, cosparso di perle e pietre preziose: intorno al berretto giravano due file di rubini, grosse come fave. Al collo portava una collana che valeva duecentomila lire, e perfino le scarpe, ricamate con perle, erano allacciate con cordoni d’oro. Comunque tutto questo splendore non ebbe alcun effetto su colei alla quale era principalmente dedicato, poiché quando si rivelò a Carlotta che Cesare si recava in Francia nella speranza che ella volesse accettarlo come sposo, rispose che non avrebbe mai preso per marito un  uomo che non solo era un prete, ma figlio di un  prete, non solo assassino, ma un fratricida, e non solo infame per nascita, ma per costume e azioni”. (“I Borgia” di A. Dumas, trd. A.Fini, Ed. Fermento).
Non sappiamo se le parole di Carlotta furono proprio queste, è certo però, che ella rifiutò di sposarlo.  Il re riuscì a convincere un'altra dama di sangue reale che viveva alla sua corte, Carlotta d'Albret, a sposare il Borgia. Anche questa e la sua famiglia - il padre Alain d'Albret e il fratello, re di Navarra - opposero all'inizio una forte resistenza; ma alla fine acconsentirono per le insistenze di Luigi XII dal cui appoggio dipendeva l'indipendenza della Navarra.
Le mie riflessioni finiscono qui;  mi piace terminare con una interessante considerazione, non mia, ma di Aramini Nadia (http://padis.uniroma1.it/bitstream/10805/672/1/AraminiNadia119.pdf) la quale conclude la sua ricerca di dottorato in italianistica così:
“D’Annunzio che, attraverso la scrittura, ha celebrato, tra le tante altre cose, i fasti del Rinascimento, ha vissuto in ambienti ricreati con richiami ed immagini di quel glorioso periodo, circondato da libri come un vero e proprio principe rinascimentale, alla fine della sua vita ha voluto lasciare, nella sua ultima casa, in quella che doveva perpetuare il suo mito, un messaggio ben preciso, nella consapevolezza che il libro, al di là dell’oggetto da ammirare, è sempre il tramite di qualcosa di più profondo che ha a che vedere con il mistero della vita. Un messaggio che il Poeta lascia a chiare lettere nel motto ricorrente nella casa e nello stesso Catalogo della biblioteca: ALIQUID AMPLIUS INVENIES IN SILVIS QUAM IN LIBRIS (“troverete più in foreste che in libri” . Epist.106 di san Bernardo ), un motto severo, dettato da un padre della Chiesa che ci riporta, in parole povere, con i piedi per terra e che ci dà indubbiamente un nuovo motivo di riflessione, uno spunto diverso per penetrare nell’immenso tempio dell’opera dannunziana.
Ed è proprio il suo fedele bibliotecario che ci consegna quest’ultima immagine di un uomo in perpetua concordia discors che, nel motto ricorrente, condensa in poche parole il suo ultimo messaggio di Vate:
A sé stesso e agli altri, nell’atto di penetrare nel tempio che conserva gli echi delle vicende, delle passioni, dei pensieri dell’umanità, egli ricorda che lo studio è grande cosa, soltanto a patto di non dimenticare che il libro non è se non il riflesso della vita, della natura, della Creazione”. (A. Bruers. La biblioteca del Vittoriale, cit., p.10).


Als ich kann
Tania Ruggeri