mercoledì 1 gennaio 2020

BIBLIOTECHE SCOLASTICHE INNOVATIVE ... ci va di dire la nostra

Capitolo secondo


Dunque, ricapitolando:

2015 – 13 luglio - Legge 107 detta della Buona scuola [Neanche una volta compare la Biblioteca scolastica, nonostante qualche accorato appello giunto certamente ai legislatori].
2015 – 27 ottobre – Decreto n. 851 del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, che contiene il famoso Piano Nazionale Scuola Digitale. Quattro gli ambiti di intervento individuati Strumenti abilitanti - Competenze e contenuti - FormazioneAccompagnare la scuola nella sfida dell'innovazione. Ogni ambito di intervento viene corredato da obiettivi da raggiungere e da azioni da promuovere e realizzare per raggiungere gli obiettivi annunciati. Nell'ambito di Competenze e contenuti compare la magica Azione #24 [Ecco, ci siamo!] Biblioteche Scolastiche come ambienti di alfabetizzazione all'uso delle risorse informative digitali. Sono indicate risorse per 1,5 milioni di euro, su Fondi PNSD della legge 107/2015 o su stanziamenti ordinari del ministero. E come strumento per la realizzazione dell'Azione #24 un Bando nazionale per la costituzione di reti “a progetto”.
2016 – 6 maggio – Decreto n. 299 dello stesso Ministero contiene la ripartizione delle risorse del PNSD. In particolare l’art. 2 destina, nell’ambito, della somma complessiva pari a euro 16.350.000,00 la somma pari a euro 6.000.000,00 per la realizzazione all’azione #24 del PNSD “Biblioteche scolastiche innovative
2016 – 13 maggio - Avviso pubblico prot. n. 7767 per l'individuazione delle biblioteche scolastiche destinatarie dei fondi per l'Azione #24, biblioteche che da semplici BS si trasformeranno in BSI, biblioteche scolastiche innovative [e quella parola 'innovative' farà veramente, da questo momento in poi, la differenza]

L'avviso pubblico [vedi puntata precedente] mette in moto il mondo della scuola come il contenuto di una bottiglia di champagne dopo che è stata stappata.
Siamo nella situazione in cui ci sono 57.831 sedi scolastiche e l'89,4% di esse dichiara di avere una biblioteca al suo interno [ma sarà vero? Secondo i dati del Servizio Bibliotecario Nazionale e dell'Associazione italiana biblioteche, no!].
Tuttavia arrivano al Ministero maree di domande, ma solo 3.302 di esse contengono progetti ammissibili.

2017 – 7 agosto - Decreto Direttoriale n.341, che indica le prime 500 BS che saranno innovative.
2018 – 21 maggio – DDG n.182 con lo scorrimento delle graduatorie: altre 500 BS sono ammesse a diventare innovative. E siamo a 1000!

Come attuare una BSI? Ecco cosa fare:
  • definire chiaramente le finalità della BSI, a partire dalle esigenze, anche digitali, dei diretti destinatari - docenti e studenti - e nell'obiettivo di una massima apertura al territorio [ma questo lo si fa per ogni biblioteca scolastica, sempre!!!];
  • effettuare una revisione delle raccolte, ovviamente nel caso che non si parta da zero. Lo scopo è conservare solo ciò che sarà utile per le finalità che la BSI si prefigge e per le necessità dei destinatari [idem come sopra];
  • predisporre un ambiente digitale, che permetta la creazione di un OPAC e la gestione, ma anche la condivisione di attività ed eventi. Tutto in un ambiente di rete di BS e in collaborazione con i sistemi di pubblica lettura, grazie ad un ILMS (Integrated Library Management System) [beh, ecco. Questo forse non avviene in tutte le BS, ma quasi!];
  • avere un bibliotecario professionista, che potrebbe essere anche un responsabile della BS, un docente opportunamente formato. Questa è una esigenza fondamentale e la figura del bibliotecario scolastico è una figura di grandissimo spessore, che assomma competenze didattiche, biblioteconomiche, psicologiche e che richiede un aggiornamento continuo sulle novità del settore [Capperi. A questo ci avranno pensato nell'Azione #24! Sicuro! Rileggo ma non ci trovo molto. Più che altro la BS diventa talmente innovativa che sembra si gestisca da sé];
  • disporre locali a norma, accoglienti, accessibili dall’esterno. Bisogna sempre ricordare che la BS deve essere un luogo estremamente piacevole e, a seconda del livello della scuola, soddisfare la necessità di essere anche luogo di incontro e di scambio;
  • predisporre un budget finalizzato. La BS non può crescere solo con le donazioni. E' necessario un budget che permetta acquisti mirati ai progetti di attività scolastiche e la realizzazione di eventi di promozione della lettura;
  • definire un orario di apertura esteso, per attività ed eventi;
  • coinvolgere quanti più soggetti possibile per l'apertura, l'organizzazione e la gestione: gli studenti; i tirocinanti; i genitori e i parenti; le associazioni dei genitori; le associazioni culturali del territorio... [Mi sa che sia inevitabile: non puoi 'aprirti ai cittadini' e poi non farli entrare]
  • attivare il prestito digitale (Digital Lending), per amplificare le potenzialità della BSI; è quindi necessario acquisire attrezzature, strumenti e connessioni di Rete; produrre contenuti e condividerli. Soprattutto quest'ultimo è un elemento fondamentale perché la creazione di contenuti attiva capacità che permettono di sviluppare una buona alfabetizzazione digitale e informativa [la famosa digital literacy come capacità di uso delle nuove tecnologie e dei nuovi media in modo da non essere tagliati fuori da un mondo sempre più digitalizzato e l'ancor più famosa information literacy come capacità di identificare, valutare, organizzare e comunicare le informazioni che rappresenta un requisito indispensabile per partecipare effettivamente alla società dell'informazione];
Abbiamo visto finora che la situazione volge al meglio.
Ok, d'accordo. Ci sono tante BS che hanno risposto all'avviso, avevano progetti ammissibili ma non sono rientrate nell'olimpo delle prescelte. Se non faccio male i conti 3.302 domande ammesse – 1.000 scelte [che hanno vinto!] = 2.302 BS che non sono state abbastanza 'brave'.
Non voglio scendere nei particolari del perché non sono state abbastanza 'brave'. Giurerei che per ognuna di quelle 2.302 BS c'è un motivo valido. Ma … soprattutto sottolineo che anche quelle 2.302 volevano diventare BS innovative! Ma non erano tra le prime 1.000.
Però, ragazzi (mi dico!) siamo parlando del mondo della scuola, dove, quasi per definizione, NON SI LASCIA INDIETRO NESSUNO!!
Allora? Allora arriveranno certamente altri bandi, altri avvisi e un po' per volta non solo le tapine 2.302 ma anche tante altre BS metteranno su penne, si faranno belle e faranno sì che le scuole in cui si annidano, grazie a loro e alla loro attività, vedranno crescere i risultati scolastici dei loro studenti e la soddisfazione degli insegnanti.
Oramai siamo sulla buona strada!!! E intanto EVVIVA per prime 1.000!!!

Segue [Se avete voglia di leggere le prossime puntate]


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giovedì 12 dicembre 2019

BIBLIOTECHE SCOLASTICHE INNOVATIVE ... ci va di dire la nostra

Capitolo primo

Il peccato originale si è generato quando, nel lontano [ma neanche troppo] 2016 è apparso, nell'orizzonte lunare delle biblioteche scolastiche [da adesso BS] il famoso
Avviso pubblico per la realizzazione da parte delle istituzioni scolastiche ed educative statali di Biblioteche scolastiche innovative, concepite come centri di informazione e documentazione anche in ambito digitale – Piano Nazionale Scuola Digitale (PNSD)
Tale avviso era promosso dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca. Dipartimento per la programmazione e la gestione delle risorse umane, finanziarie e strumentali. Direzione generale per interventi in materia di edilizia scolastica, per la gestione dei fondi strutturali per l’istruzione e per l’innovazione digitale.
[Avete letto bene. Una direzione generale, un Ufficio, un Bugigattolo che si occupi, presso il MIUR, solo di biblioteche scolastiche NON ESISTE! Eppure si dice, e lo dicono uomini d'onore, che le BS siano molto molto importanti per i migliori risultati educativi. Ci sono tabelle che li dimostrano. Però però però ... questo Dipartimento si occupa anche di ... gestione delle risorse umane. Mmmm ... magari ne viene comunque fuori qualcosa di buono!]
L'Avviso pubblico era il frutto rigoglioso della famosa Azione #24, all'interno del PNSD, il cui titolo recita Biblioteche Scolastiche come ambienti di alfabetizzazione all’uso delle risorse informative digitali.

Evvai!!! Che bello!!! Finalmente qualcuno che si occupa di biblioteche scolastiche!!! Adesso tutto cambierà e le nostre BS, già polverosi magazzini di vecchi libri [No, ad onor del vero bisogna dire che qualche bella BS già esisteva prima del 2016 e magari non era polverosa e magari era già un po' digitale] diventeranno degli operosi laboratori di cultura e di conoscenza per affrontare la sfida digitale del millennio, di scambio e di relazioni.
da http://www.sulromanzo.it/blog/fuori-registro-15-le-biblioteche-scolastiche-e-la-promozione-della-lettura - del 22 gennaio 2015
E così ci abbiamo sperato tutti. Un ciclone, una grande onda, ma un'onda buonissima, aveva finalmente sconvolto il mondo delle BS e naturalmente delle scuole



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